Esser femmina, esser donna: il genere influenza anche i disturbi psichiatrici da stress?

Tra gli animali sono i maschi ad esser più vulnerabili a forme acute o croniche di stress, tra gli esseri umani sono le donne in cima alla classifica. Almeno negli Usa, dove il disturbo da stress post traumatico (PTSD) colpisce in forma cronica tra il 10 e il 14 per cento delle donne, contro un 5-6 per cento di uomini. Questo dato ha spinto Mallory Bowers, dottoranda in neuroscienze della Emory University di Atlanta, in Georgia, a chiedersi se e quanto la differenza di genere contribuisca a una maggiore incidenza del disturbo da stress post traumatico e altri disturbi psichiatrici sulla popolazione femminile. Ecco i risultati della sua ricerca.  Nel suo lavoro, Bowers tiene in considerazione tanto il sesso – ossia le caratteristiche biologiche e fisiologiche che distinguono gli esseri umani: cromosomi, gonadi, ormoni – quanto il genere, ossia la relazione tra  le caratteristiche di un individuo e il suo percepirsi come uomo o come donna. La definizione di genere – o gender, equivalente anglofono più modaiolo – è controversa, ma si può riassumere nell’insieme di attività, comportamenti e ruoli che un determinato contesto socio-culturale si aspetta da un uomo o da una donna. L’educazione che si riceve e la realtà in cui si vive influenzano la propria identità di genere.

woman-eyeLa psicologia invita a considerare la percezione di se stessi come una lente attraverso la quale interpretiamo le informazioni che ci circondano. I ruoli che ogni cultura reputa accettabili per un determinato genere pesano su questa lente. Come influirebbe allora il genere sul disturbo da stress post traumatico? Più duro è un trauma, più è probabile che insorga un disturbo di questo tipo. La gravità del trauma viene determinata in base alla risposta emotiva del soggetto, che dipende a sua volta da come il soggetto percepisce se stesso e ciò che lo circonda. I dati epidemiologici raccolti negli Stati Uniti rivelano che la differenza tra uomini e donne quanto all’insorgere di PTSD aumenta in risposta a traumi che riguardano molestie, attacchi o abusi fisici e minacce con armi.

Bowers suggerisce che un altro motivo per cui il PTSD risulta più diffuso tra le donne sta nel fatto che uomini e donne manifestano sintomi diversi dopo aver subito un trauma, e spesso i sintomi tipicamente maschili non vengono diagnosticati adeguatamente. Le ragazze tendono a interiorizzare e i sintomi più comuni sono depressione, ansia, ipervigilanza. I ragazzi, al contrario, tendono ad esteriorizzare, sviluppando aggressività e problemi comportamentali. C’è chi sostiene che il disturbo antisociale di personalità e il disturbo borderline di personalità non siano altro che due facce della stessa medaglia: disturbo da stress post traumatico che si declina a seconda che il soggetto coinvolto sia un uomo oppure una donna. Si può dire allora che esistano disturbi psichiatrici essenzialmente legati al genere?

C’è di più: la differenza di genere può essere di per sé una fonte di stress, che si accumula e facilita l’insorgere di disturbi psichiatrici. Ricerche analoghe a quella di Bowers, svolte però in Canada, Australia, Germania e Svizzera hanno prodotto risultati diversi da quelli statunitensi: il numero di persone affette da disturbo da stress post traumatico si divide equamente tra uomini e donne. Secondo Bowers si tratta di Paesi dove la differenza di genere è meno marcata. Chissà quale sarebbe la risposta se queste ricerche facessero tappa in Italia.

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